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giovedì 21 maggio 2009

Noemi Letizia va in crociera ma senza Berlusconi

Prologo:

Silvio Berlusconi si reca al compleanno di Noemi, la moglie Veronica lo scopre, partono lettere sui giornali, scattano interviste, controinterviste, fotomontaggi in rete e quant'altro basti per essere sulla bocca di tutti in men che non si dica.
Di conseguenza la piccola Noemi sembra aver sfruttato l'occasione per guadagnare notorietà e successo tra giornalisti e paparazzi, rilasciando interviste a go-go.

Azione:
C'è una cosa però che non riesco a capire: Berlusconi ha in mano gran parte dei mezzi mediatici più conosciuti in Italia e, ahimè, ha anche il potere di bloccare qualsiasi informazione che possa essere trasmessa da uno dei suoi TG o pubblicata sui suoi giornali e non solo.
Ma la saga della piccola Noemi Letizia prosegue.
Sull'ultimo numero di Oggi è comparsa un'intervista alla 18enne napoletana, ma questa volta l'argomento non riguarda il Papi Silvio, né il Papi Benedetto Letizia detto Elio, nè i vari appartamenti/negozi che quest'ultimo ha intestato a moglie e figlia, nonostante nel 2005 abbia dichiarato 12.376 euro di reddito. Questa volta al centro dei riflettori c'è lei, solo e soltanto lei.
Noemi rilascia un'intervista in cui parla di un momento cruciale della sua esistenza, niente popò di meno che la mitica gita scolastica in crociera, itinerario Venezia, Bari, Rodi, Pireo, Cefalonia, Dubrovnik a ritmo di sirtaki e creme abbronzanti.
Allora la mia domanda è: Perchè lasciare che tutte queste notizie siano ormai argomento di conversazione da così tanti giorni? Perché proprio Noemi? Perché proprio il papà di Noemi, arrestato nel 1993 per corruzione e compravendita di licenze commerciali?
Che ci stiano gettando solo fumo negli occhi? Cosa c'è sotto a tutto?
Stanno depistando l'opinione pubblica per non farci vedere qualcosa di enorme? Può darsi.

Epilogo:
Intanto, mentre l'Italia era ansiosa di capire se Noemi fosse l'amante o la figlia illegittima di Berlusconi, il pacchetto sicurezza è passato e l'immigrazione clandestina è diventato un reato.

lunedì 18 maggio 2009

Stupra con Rapelay

Per chi non lo sapesse, da circa 3 anni, la Illusion, una casa Giapponese produttrice di videogiochi, ha lanciato RAPELAY, un curioso videogame basato sul concetto "più stupri, più fai punti". Un'iniziativa tanto coraggiosa quanto bizzarra...


E proprio per questo il gioco è stato ritirato dai negozi, da molti siti dedicati alla vendita on line e ora su Facebook sono numerosi i gruppi che richiamano l'attenzione dell'utente medio, spingendolo a mobilitarsi contro la diffusione di Rapelay.
Legittima la domanda: "ma come mai dopo ben 3 anni dal rilascio"?. La risposta è semplice, in 3 anni un giocatore di discreto livello, riesce a conoscere sufficientemente le regole e tutti i trucchi di un videogioco, collezionare un numero di punti molto alto, in questo caso diventare un bravo stupratore e finalmente essere pronto per scendere on field e mettere in pratica una volta per tutte quanto imparato smanettando con il proprio joypad!
A questo punto si potrebbe fare un test.
Il reato di immigrazione è appena stato istituito e sembra proprio che aiuterà il nostro paese a combattere lo spaccio di stupefacenti, il lavoro clandestino e gli stupri.
Perchè allora non organizzare una bella postazione di gioco in una piazza e mettere a confronto un concorrente italiano e uno extracomunitario...?
E' chiaro, si sa, è scritto, l'extracomunitario collezionerà più punti, data l'esperienza, la maledetta cattiveria insita in lui in quanto non italo, e la naturale propensione al reato.
Ma cerchiamo un attimo di far volare la nostra fantasia, e supponiamo che per puro caso, il match venga vinto dal giocatore italiano, magari di "Roma caput mundi" o milanese "che milàn l'è gran milàn", o veneto che "dio bò sti albanesi!".
Quale sarebbe la reazione dei nostri politici? Difficile dirlo.
Forse proverebbero a giocare e, ne sono certo, qualche campione salterebbe fuori!